Essere limitati ci puo’ rendere piu’ creativi

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Pensiamo che la creatività sia facilitata dall’avere molti strumenti, soldi, tempo? Non necessariamente. Quel vecchio detto “la povertà aguzza l’ingegno” si conferma tutte le volte che la pressione o la scarsità di risorse o di tempo ci obbligano ad inventarci qualcosa: ci riusciamo solo se scegliamo di abbracciare la situazione e pensare che “c’è almeno un altro modo”.
Phil Hansen è un artista statunitense che ha incontrato nella sua vita una limitazione molto grande, e ha deciso anni fa di parlarne in un Ted Talk illuminante.
Quando era alla scuola d’arte sviluppò un tremolio alla mano destra, che diventò in breve tempo invalidante, e gli impedì di tracciare qualunque linea con un senso compiuto.
Phil racconta che il tremolio era comparso dopo molti anni dedicati alla tecnica del puntinismo.
A un certo punto quei puntini smisero di essere perfetti, e cominciarono a diventare delle macchie. Per compensarlo, Phil teneva la penna ancora più stretta, e questo col passare del tempo rese il tremore ancora più evidente, e creò un circolo vizioso che terminò col causargli grandissimo dolore e gravi problemi ai tendini: provava male al tenere in mano qualunque cosa!
Cosi, dopo avere passato tutta la vita a desiderare di diventare un artista, finì col lasciare la scuola d’arte e abbandonare l’arte completamente.
Dopo qualche anno, si rese però conto che non era in grado di stare lontano dall’arte e decise di vedere un neurologo, per capire se fossero nel frattempo state scoperte delle cure per il suo tremore.
Il neurologo, dopo diversi esami, lo guardò e gli chiese “perché semplicemente non abbracci il tuo tremore?“
Era una prospettiva che Phil non aveva mai considerato.
Ragionando con il suo medico cominciò a vedere che questo cambio di attitudine poteva avere impatti importanti.
Tornò a casa, prese una matita e semplicemente lasciò andare la mano, che tremava moltissimo, e cominciò a scarabocchiare.
Anche se non era il tipo di arte che lo aveva appassionato in passato, ne uscì qualcosa di strano e straordinario.
La cosa più importante fu che, una volta abbracciato il suo tremore, Phil si rese conto che poteva ancora fare arte, solo un tipo diverso di arte, rispetto al suo passato.
Siccome amava sempre la frammentazione del puntinismo, il guardare da lontano milioni di punti che creavano un’immagine che da vicino non era visibile, cominciò a sperimentare nuove forme di frammentazione delle immagini, modalità in cui il tremore non danneggiasse il lavoro.
Cominciò a dipingere con i piedi sporchi di vernice, camminando su una tela.
Iniziò a ideare opere molto grandi, che fossero l’insieme di tanti materiali diversi, e finì col cambiare completamente l’approccio e allargare i suoi orizzonti artistici.
Aveva trovato il modo di trasformare una limitazione in qualcosa che permetteva di esaltare la sua creatività a livelli ancora più alti.
Ma la sfida non era terminata.
Dopo qualche tempo, eccitato all’idea della quantità di nuove strade che si stavano aprendo per lui, andò al negozio d’arte e comprò un’ enorme quantità di materiali nuovi.
Una volta a casa, seduto al tavolo e desideroso di produrre qualcosa di nuovo, si ritrovò bloccato: black out totale.
Cercando una spiegazione, si rese conto che era paralizzato dalla quantità esagerata di scelte.
Ribaltò allora nuovamente il suo modo di pensare, e cominciò a chiedersi come avrebbe potuto fare arte avendo solo, per esempio, 1 dollaro, oppure senza avere una tela, oppure senza usare un pennello ma delle bacchette…..e cosi via…
Cominciò a pensare a tutta una serie di limitazioni, sempre più vincolanti, che potessero spingere la sua arte oltre il limite.
Nel suo TED Talk ci racconta quel che fece.
Clicca qui per vedere il celebre TED di Phil Hansen
Questo articolo è stato redatto da Giulia Rosa Sirtori, Executive & Team Coach dal 2013, con credenziale MCC ICF e con 20 anni di esperienza executive in ambito marketing e vendite. Giulia aiuta i leader a ottenere il meglio da se stessi e dai loro team, facendo meno fatica e avendo più equilibrio ed energia. Lavora in italiano, inglese e francese
