Quanto sei adattabile?

Ascolta una “versione podcast” di questo articolo, creata con GoogleNotebookLM. La velocità ideale è 1.25.
Per vivere con meno stress e più lucidità in un mondo dove complessità e imprevedibilità sono all’ordine del giorno, una qualità dobbiamo allenare, al di sopra di tutto: l’Adattabilità. E non significa farsi andare bene tutto e far buon viso a cattivo gioco, ma attivare comportamenti e pensieri di flessibilità e versatilità, e allontanando comportamenti e pensieri contrari, tossici e controproducenti.
L’ Adattabilità è quella capacità che ci permette di affrontare la complessità e l’imprevedibilità in cui siamo immersi, al lavoro e fuori, che sono enormi fonti di stress. E’ la capacità più importante delle persone resilienti e creative.
Direi che basta questo per riconoscere che si tratta di una qualità fondamentale da allenare con tutta la nostra determinazione.
Alcuni di noi sono naturalmente adattabili, altri meno, ma quello che il coach Tony Alessandra ci consiglia di fare, è notare i comportamenti che sono indice della mancanza di adattabilità, e semplicemente ….fare il contrario 🙂 !!!
Il concetto di adattabilità, sviluppato dal Dr. Michael O’Connor, coautore con Tony Alessandra del libro The Platinum Rule: Discover the Four Basic Business Personalities and How They Can Lead You to Success, è un processo in due parti:
1. La FLESSIBILITA’ è la tua volontà di adattarti. E’ il tuo atteggiamento mentale.
2. La VERSATILITA’ è la tua capacità di adattarsi. E’ la pratica.
Per ciascuna delle due macro-componenti, ci sono diversi sotto-aspetti, tutti concreti ed osservabili
Ma non ci sono gli “aspetti positivi” da misurare , le cose che facciamo che vanno nella direzione giusta.
Contano spesso molto di più gli aspetti “negativi”, le cose che facciamo che vanno nella direzione opposta.
Segna in un diario per almeno una settimana quando dici o fai una o più delle cose indicate.
Scegli uno di quei comportamenti, e inizia a invertirlo per almeno 2 settimane di fila.
Nota, con regolarità e lucidità, cosa cambia, sia in te che nella risposta degli altri
FLESSIBILITA’
La flessibilità si fonda su 5 elementi chiave: annota quando e quanto spesso li agisci
Fiducia – credi in te stesso, ti fidi del tuo giudizio e della tua intraprendenza
Tolleranza – sei aperto ad accettare opinioni e pratiche diverse dalle tue
Empatia – sei curioso e interessato a comprendere la situazione degli altri, fai domande, dai tempo
Positività – vedi il buono, le possibilità, anche nelle difficoltà
Rispetto per la diversità – dedichi tempo a riconoscere scelte, impegni, esigenze degli altri, anche se diverse dalle tue.
La flessibilità viene distrutta da 5 elementi auto-sabotanti: annota quando e quanto spesso pensi o dici queste cose.
E rifletti, oppure chiedi agli altri, quali sono gli effetti di breve e di medio di questi atteggiamenti.
Competizione con gli altri – “Sono più intelligente, più esperto, più competente … decido io, controllo io”
Rigidità – “E’ giusto come faccio io, e basta!” “O si fa a modo mio o me ne vado”
Inaccessibilità – “Non disturbarmi a meno che il tema non valga il mio tempo“
Critica costante “Questo approccio è sbagliato, non può funzionare?” “Così non va bene” “Qui c’è un errore”
Fatica con ambiguità e incertezza – ” Dai non perdiamo tempo. Risolviamo velocemente” “Allora, a che punto sei ?”
VERSATILITÀ
La versatilità si fonda su 5 elementi chiave: annota quando e quanto spesso li agisci
Resilienza – superi gli ostacoli, le barriere e le risorse limitate, vai oltre gli ostacoli
Visione – sai immaginare modi diversi, sei creativo, suggerisci alternative, concepisci rischi calcolati
Attenzione – vedi le cose importanti e utili per sapere quando agire e quando non agire
Competenza – conosci, studi, aggiungi conoscenze, per alimentare con più saggezza l’azione
Auto-correzione – chiedi feedback, impari dagli errori, cambi direzione se quel che fai non funziona
La versatilità viene distrutta da 5 elementi auto-sabotanti: annota quando e quanto spesso pensi o dici queste cose
E rifletti, oppure chiedi agli altri, quali sono gli effetti di breve e di medio di questi atteggiamenti.
Resistenza – “Io so farlo in un altro modo, perchè devo cambiare?” “Abbiamo sempre fatto così.”
Soggettività – ” Per me è così, e basta!” “Gli altri punti di vista sono assurdi”
Rischio non ragionato – “Io vado, mi sento che funzionerà” “dai, che non risica non rosica” “conta muoversi, poi vediamo”
Arroganza – “La tua è un’idea stupida!” “Cosa ne vuoi sapere tu?”
Egoismo – “Questo è il mio obiettivo e non mi importa nient’altro!”
Le persone adattabili sono persone meno stressate e più felici, non perchè abbiano occhiali rosa o non abbiamo problemi, ma perchè vogliono comprendere, ascoltano, vedono il buono, sono lucide, vanno oltre gli ostacoli e gli errori, e portano gli altri su questa strada, invece che irrigidirsi, giudicare, criticare, chiudersi nell’egoismo.
Il problema è che siamo di fronte ad esempi di leadership che invece esaltano i comportamenti negativi, considerandoli esempi di forza, durezza, dominio, quando sono rappresentazioni di fragilità di fronte all’incertezza, chiusura di fronte alla complessità, bisogno di controllo, bisogno di proteggere il proprio status e la propria immagine.
E’ ovvio che i comportamenti auto-sabotanti sono perfettamente umani e comprensibili, ma il mio timore è che per alcuni di noi siano diventati una seconda pelle, quasi senza nemmeno accorgerci.
Viviamo immersi in un brodo di lamentele, attacchi, negatività, intolleranza, arroganza ed egoismo, e questo brodo diventa l’unica verità, l’unica dimensione possibile, diventiamo noi.
Ma essere così non ci serve per andare attraverso la confusione, il pericolo e l’incertezza, ci rende solo più negativi, privi di forze, fragili e, più di tutto, manipolabili.
Possiamo incominciare oggi a notare quando cadiamo in discorsi, comportamenti, atteggiamenti controproducenti, e “semplicemente”, come dice Tony Alessandra, fare in contrario.
- Iniziamo con 2 settimane di consapevolezza: annotiamo, chiediamo feedback, teniamo un diario, con obiettività, durante le nostre giornate, per avere dati significativi sui comportamenti dannosi che agiamo.
- E se dall’analisi emerge un comportamento disfunzionale più evidente o più significativo, iniziamo da quello il nostro allenamento: ogni volta che ci renderemo conto di quel pensiero che arriva, o di quella frase che ci sta per uscire dalla bocca, li fermiamo, e facciamo il contrario
- Notiamo quali sono gli effetti di questo ribaltamento.
Quando sentiremo di aver fatto sostanziali passi avanti, possiamo passare ad un altro comportamento sulla lista.
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Questo articolo è stato redatto da Giulia Rosa Sirtori, Executive & Team Coach dal 2013, con credenziale MCC ICF e con 20 anni di esperienza executive in ambito marketing e vendite. Giulia aiuta i leader a ottenere il meglio da se stessi e dai loro team, facendo meno fatica e avendo più equilibrio ed energia. Lavora in italiano, inglese e francese
